
In un mercato immobiliare difficile come quello bolognese, le persone con disabilità sono ancora più discriminate per la carenza di alloggi accessibili e la diffidenza dei proprietari nell’affittare a persone disabili. Per questo il gruppo Abitare della Consulta ha avviato incontri con il Settore Politiche Abitative del Comune di Bologna, con Fondazione Abitare e ora anche con ASP Città di Bologna.
ASP è un’azienda pubblica (per il 97% appartiene al Comune di Bologna) che gestisce alcuni servizi sociali. Sul tema dell’abitare, si occupa di alcuni condomini e appartamenti protetti dedicati a persone con disabilità. Inoltre, disponendo di un ampio patrimonio immobiliare, periodicamente emette bandi per l’affitto (consultabili qui).
Riguardo ai bandi per l’affitto, la Consulta ha presentato le seguenti proposte:
- Integrare la descrizione degli alloggi messi a bando con informazioni sull’accessibilità, anche con la collaborazione della Consulta;
- Modificare i criteri di attribuzione dei punteggi: viene già attribuito un punteggio aggiuntivo ad alcune condizioni di fragilità (come alle vittime di violenza), ma nulla è previsto per la disabilità; si propone perciò di assegnare un punteggio aggiuntivo ai richiedenti con disabilità, per compensare la maggior discriminazione nel trovare alloggio;
- Prevedere una “riserva” per i pochi alloggi senza barriere architettoniche: poiché sono molto rari, chiediamo che siano assegnati in via prioritaria a persone con disabilità che hanno bisogno di appartamenti senza barriere (non, quindi, qualsiasi disabilità);
- Rivedere i requisiti per la partecipazione al bando (in particolare ISEE e proprietà di altri immobili) per includere situazioni oggi escluse ma di fatto fragili.
Inoltre, il gruppo ha chiesto di essere coinvolto nella riprogettazione del VIS (“Vita Indipendente e Solidale”), un condominio al Pilastro composto da una ventina di alloggi senza barriere, ora in corso di ristrutturazione, per il quale si prevede una nuova progettualità dopo l’estate.